Guida alla finanziaria 2026: riforma irpef, incentivi al lavoro e nuove disposizioni fiscali

AREA CIRCOLARI

Circolare BFA 26.002
Riferimenti normativi: Legge n. 199/2025; Informative SEAC 2.1.2026, n. 1; 5.1.2026, n. 2; 7.1.2026, n. 3 e 8.1.2026, n. 5; TUIR – D.P.R. n. 917/1986.

La Legge di Bilancio 2026 interviene su alcuni snodi rilevanti della fiscalità, rafforzando misure già presenti e introducendo correttivi mirati senza modificare in modo radicale l’impianto esistente. L’attenzione si concentra soprattutto sul lavoro dipendente, sul settore turistico e su ambiti ormai centrali come la disciplina delle locazioni brevi e delle cripto-attività.

Accanto alla conferma del nuovo assetto IRPEF, la manovra prevede agevolazioni per sostenere il reddito dei lavoratori, attraverso una tassazione più favorevole dei rinnovi contrattuali, dei premi di produttività e di alcuni strumenti di welfare aziendale. Completano il quadro interventi per le strutture ricettive, per i contribuenti che trasferiscono la residenza in Italia e per il regime forfettario, in un’ottica di continuità e aggiustamento progressivo del sistema fiscale.

Rimodulazione dell’IRPEF e regimi agevolati per professionisti e nuovi residenti

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’assetto dell’IRPEF introdotto con la precedente manovra, consolidando l’aliquota intermedia al 33% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro. L’obiettivo resta rendere più graduale il passaggio tra gli scaglioni e contenere il carico fiscale sui redditi medio-alti da lavoro.

La manovra interviene anche sulle detrazioni per redditi elevati: chi supera i 200.000 euro di reddito complessivo subirà una riduzione forfettaria di 440 euro sulle detrazioni per oneri al 19% (escluse spese sanitarie), sui premi assicurativi contro eventi calamitosi e su alcune erogazioni liberali. L’intervento selettivo ne ridimensiona l’effetto senza eliminarle.

Per il lavoro autonomo, viene prorogata fino al 2026 la soglia di 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente come limite per l’accesso o la permanenza nel regime forfettario. Ciò consente a professionisti e lavoratori autonomi di mantenere i benefici del regime anche con rapporti di lavoro dipendente di importo contenuto, favorendo attività miste e maggiore flessibilità.

Infine, per i nuovi residenti fiscalmente trasferiti in Italia, l’imposta sostitutiva sui redditi esteri sale da 200.000 a 300.000 euro annui, con un aumento proporzionale per i familiari (50.000 euro ciascuno). La misura rafforza l’attrattività del regime, mantenendo competitivo il sistema fiscale italiano per contribuenti ad alta capacità reddituale provenienti dall’estero.

Incentivi alla produttività, rinnovi contrattuali e welfare aziendale

La manovra 2026 consolida e potenzia le misure volte a sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti del settore privato, agendo su più fronti: la tassazione dei rinnovi, i premi di risultato e i servizi di welfare.

  • Tassazione agevolata sui rinnovi contrattuali: Per il 2026, gli incrementi retributivi derivanti da contratti sottoscritti tra l’1.1.2024 e il 31.12.2026 sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 5%. Tale agevolazione è riservata ai lavoratori con un reddito di lavoro dipendente nel 2025 non superiore a 33.000 euro;
  • Premi di produttività e partecipazione agli utili: Viene introdotta una disciplina di favore per il biennio 2026-2027, che riduce l’imposta sostitutiva all’1% su un limite massimo di 5.000 euro di premi. Questa misura si applica ai lavoratori che nell’anno precedente hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro. Per il solo 2025, invece, l’imposta rimane fissata al 5% su un limite di 3.000 euro (o 4.000 euro in casi specifici di coinvolgimento paritetico);
  • Lavoro notturno, festivo e a turni: Per i dipendenti del settore privato con reddito 2025 fino a 40.000 euro, le somme corrisposte a titolo di indennità per lavoro notturno, festivo o a turni sono soggette a un’imposta sostitutiva del 15%. Il limite annuo di tali compensi agevolabili è fissato a 1.500 euro, tetto dal quale rimangono esclusi i premi di risultato.

Sostegno occupazionale nel turismo e disciplina delle locazioni brevi

Il legislatore ha introdotto misure specifiche per far fronte alla carenza di personale nel settore turistico e per regolare in modo più stringente il mercato degli affitti brevi.

Per quanto riguarda il turismo, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026, ai lavoratori del settore turistico, ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande spetta un bonus del 15% sulle retribuzioni lorde per lavoro straordinario festivo e lavoro notturno. L’agevolazione è destinata a chi nel 2025 non ha superato i 40.000 euro di reddito. Il datore di lavoro eroga il trattamento su richiesta scritta del dipendente e recupera l’importo tramite compensazione nel modello F24.

Sul fronte delle locazioni brevi, a partire dal 2026 il regime per contratti di durata non superiore a 30 giorni viene limitato a un massimo di due appartamenti per periodo d’imposta, dimezzando il precedente limite di quattro. La tassazione rimane differenziata: il contribuente può applicare l’aliquota della cedolare secca del 21% a una unità e del 26% alla seconda, incentivando la locazione di una sola unità.

Nuova tassazione delle cripto-attività e distinzione per gli stablecoins

La disciplina fiscale delle attività digitali viene inasprita, ma con una distinzione fondamentale tra gli asset speculativi e quelli legati alla moneta elettronica. A partire dal 1° gennaio 2026, l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri proventi derivanti dalla cessione, dal rimborso o dalla detenzione di cripto-attività sale dal 26% al 33%.

Tuttavia, i cosiddetti token di moneta elettronica, o stablecoins denominati in euro, restano tassati al 26%. Per rientrare in questa categoria, i token devono avere un valore stabilmente ancorato all’euro e riserve integralmente detenute in attività denominate in euro presso soggetti autorizzati nell’UE, in conformità al Regolamento (UE) 2023/1114.

La normativa prevede inoltre la neutralità fiscale delle conversioni: la semplice conversione tra euro e stablecoins in euro non genera plusvalenze o minusvalenze, e il rimborso in euro del valore nominale di tali token non costituisce un evento realizzativo di reddito.

 

I cambiamenti introdotti invitano contribuenti e professionisti a pianificare con attenzione le proprie strategie fiscali, per sfruttare al meglio le agevolazioni disponibili.

Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a contattarci.

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