Con il nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi e il Documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei Ministri, il Governo lancia una scommessa sulla crescita: quest’anno il deficit pubblico sarà poco meno del 12% in rapporto al PIL e si ridurrà gradualmente fino a tornare sotto al 3% non prima del 2025. Se la crescita sarà quella attesa, ha spiegato Draghi, “pensiamo che non servirà una manovra correttiva negli anni a venire. Il processo si traduce in un’uscita dal debito per effetto della crescita”.
Con il prossimo intervento di sostegno si rafforzeranno gli aiuti alle aziende e alle partite Iva colpite dalla crisi. Ci saranno misure per coprire i costi fissi, come affitti e bollette, nonché interventi per favorire il credito e la liquidità e rinvii ed esenzioni delle tasse. Ci saranno anche risorse in più per i giovani e per gli enti territoriali.
Sul tema partite Iva, il primo ministro ha poi specificato che per i bonus non si terrà conto solo del fatturato (come stabilito del Decreto Sostegni), ma nel MEF si sta pensando di affiancare al fatturato anche un criterio che riguardi l’utile, l’imponibile fiscale, in modo da vedere esattamente quali siano i soggetti più colpiti dalla pandemia, aggiungendo però che col fatturato i pagamenti sono molto rapidi, con utilizzo di altri indici e di altri parametri si allungano i tempi di diverse settimane. Draghi ha annunciato, infine, che si estenderà la platea delle partite IVA che possono accedere al sostegno e tra le misure sono previste esenzioni fiscali.