Riferimenti normativi: Legge n. 199/2025 (Finanziaria 2026); TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi); DPR n. 633/1972 (Decreto IVA); DPR n. 600/1973.
La Legge di Bilancio 2026 introduce un insieme articolato di interventi fiscali che incidono in modo significativo sulla gestione del patrimonio d’impresa, sulla tassazione dei redditi societari e sulle strategie di pianificazione fiscale di imprenditori e soci. Accanto alla riproposizione di strumenti agevolativi già sperimentati negli anni precedenti, il legislatore interviene su ambiti strutturali come la fiscalità dei dividendi, la gestione delle riserve in sospensione d’imposta e il rafforzamento dei controlli contro utilizzi indebiti dei crediti fiscali. Non mancano, inoltre, misure di incentivo rivolte al risparmio previdenziale e al sostegno degli investimenti delle piccole e medie imprese. L’insieme delle disposizioni richiede una lettura coordinata per coglierne appieno opportunità, vincoli e possibili ricadute operative.
Riorganizzazione del patrimonio d’impresa e operazioni agevolate
La Finanziaria 2026 conferma la volontà del legislatore di favorire la riorganizzazione del patrimonio delle imprese attraverso la riproposizione di strumenti agevolati già noti agli operatori. In questo contesto si inserisce l’assegnazione agevolata dei beni ai soci, che consente alle società di persone e di capitali di trasferire determinati beni dal patrimonio sociale a quello dei soci mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’8%, in luogo della tassazione ordinaria delle plusvalenze. L’agevolazione riguarda in particolare gli immobili non strumentali e i beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali, permettendo alle società di semplificare la propria struttura patrimoniale e di ridurre il carico fiscale connesso a tali operazioni.
Nello stesso solco si colloca l’estromissione agevolata dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale, che consente il passaggio dell’immobile dalla sfera dell’impresa a quella privata mediante il versamento di un’imposta sostitutiva dell’8%. La misura si rivolge agli imprenditori che intendono separare il patrimonio personale da quello aziendale o che stanno valutando una riorganizzazione o cessazione dell’attività. Completa il quadro l’affrancamento straordinario delle riserve in sospensione d’imposta, che permette alle società di eliminare i vincoli fiscali gravanti su tali poste di bilancio attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva del 10%, rendendo le riserve pienamente disponibili per future distribuzioni o utilizzi.
Dividendi, partecipazioni e pianificazione fiscale
Un altro ambito centrale di intervento riguarda la revisione della tassazione dei dividendi e delle plusvalenze su partecipazioni, con effetti che interessano sia le società di capitali sia le società di persone. Le nuove disposizioni ridefiniscono le condizioni per l’accesso ai regimi di parziale esenzione, introducendo criteri più stringenti legati alla consistenza della partecipazione, in termini percentuali o di valore fiscale. In particolare, l’esclusione dalla formazione del reddito, pari al 95%, è ora condizionata al possesso di una partecipazione superiore al 5% del capitale o con un valore fiscale di almeno 500.000 euro; in difetto di tali requisiti, i dividendi concorrono integralmente alla formazione del reddito imponibile. L’obiettivo è quello di riservare il trattamento di favore alle partecipazioni economicamente rilevanti, rafforzando la coerenza del sistema e limitando applicazioni generalizzate delle esenzioni.
In questo contesto assume particolare rilievo anche la rivalutazione del costo delle partecipazioni, che viene nuovamente resa disponibile per le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali. La possibilità riguarda anche i terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2026. Attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva fissata al 21%, è possibile rideterminare il valore fiscale delle partecipazioni detenute, riducendo l’eventuale plusvalenza imponibile in caso di futura cessione. La misura rappresenta uno strumento di pianificazione fiscale utile soprattutto in presenza di operazioni straordinarie, riorganizzazioni societarie o passaggi generazionali.
Rafforzamento dei controlli, previdenza e sostegno agli investimenti
Accanto alle misure di natura agevolativa, la Finanziaria 2026 rafforza il presidio dell’Amministrazione finanziaria sul corretto utilizzo dei crediti fiscali e sulla capacità di riscossione. In particolare, vengono confermate e potenziate le misure di contrasto alle indebite compensazioni, limitando l’utilizzo dei crediti in presenza di debiti iscritti a ruolo: la soglia oltre la quale scatta il divieto di compensazione dei crediti tributari è stata ridotta da 100.000 euro a 50.000 euro. Parallelamente, si amplia il patrimonio informativo dell’Agenzia delle Entrate, estendendo le possibilità di utilizzo dei dati derivanti dalla fatturazione elettronica e dai corrispettivi telematici anche ai fini delle attività di riscossione e delle procedure esecutive, facilitando l’accesso ai dati per i pignoramenti presso terzi e promuovendo una maggiore integrazione tra controllo e recupero del gettito.
Sul fronte degli incentivi, il legislatore interviene aumentando il limite di deducibilità dei contributi versati alle forme di previdenza complementare, portandolo a 5.300 euro (dai precedenti 5.164,57 euro), con l’obiettivo di favorire il risparmio previdenziale e rafforzare la tutela futura di lavoratori e professionisti.
È inoltre confermato il rifinanziamento della “Nuova Sabatini”, con uno stanziamento di 200 milioni di euro per il 2026 e 450 milioni per il 2027, strumento consolidato di sostegno agli investimenti delle micro, piccole e medie imprese, che continua a favorire l’accesso al credito e l’ammodernamento dei processi produttivi.
In conclusione, la Legge di Bilancio 2026 definisce un quadro articolato di strumenti e interventi che richiede attenzione strategica e coordinamento operativo.
Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a contattarci.
