Rif. D.L. n. 34/2020 - art. 16, D.L. n. 63/2013
Prosegue il nostro approfondimento sulla normativa vigente in materia di interventi edilizi.
In questa seconda parte, ci concentriamo sulle agevolazioni fiscali attualmente riconosciute per una serie di interventi specifici, che interessano sia l’efficientamento funzionale che il miglioramento estetico e l’accessibilità degli immobili.
Nel dettaglio, esaminiamo le detrazioni previste per:
- la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti (Bonus verde);
- il recupero e il restauro delle facciate esterne (Bonus facciate);
- l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, in abbinamento a interventi di ristrutturazione edilizia (Bonus mobili);
- l’eliminazione delle barriere architettoniche, per favorire l’accessibilità degli edifici da parte di persone con disabilità o ridotta mobilità.
Concludiamo l’analisi con un approfondimento su sconto in fattura e cessione del credito, due modalità alternative alla detrazione per beneficiare delle agevolazioni per interventi di ristrutturazione.
Bonus mobili - Bonus verde - Bonus facciate
Bonus mobili
Previsto nel 2013 con il decreto legislativo nr. 23, il Bonus Arredo riguardava l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati agli immobili oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
L’agevolazione ha visto diverse e successive proroghe fino ad arrivare a una detrazione del 50% con un limite di spesa di 5000 euro per le spese 2024.
La detrazione è stata prorogata anche per il 2025 con gli stessi limiti dalla Legge di Bilancio 2025 con riferimento a interventi di recupero edilizio o antisismici. Evidenziamo però che le spese per mobili ed elettrodomestici sostenute nel 2025 risultano agevolabili solo in presenza di interventi iniziati a partire dal 1° gennaio 2024.
Bonus verde
Il Bonus Sistemazione a verde è la detrazione IRPEF del 36% fruibile dal proprietario o detentore dell’immobile per interventi di:
- sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione, realizzazione pozzi;
- realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
La detrazione ha come limite i 5.000,00 euro per unità immobiliare ad uso abitativo e da distribuire in dieci rate annuali di pari importo, a partire dall’anno di sostenimento.
L’ agevolazione in esame non è tuttavia stata oggetto di un’ulteriore proroga da parte della Legge di Bilancio 2025 o altre disposizioni, quindi dal 1° gennaio 2025 non è più attiva.
Bonus facciate
Il Bonus Facciate è stato introdotto dalla Legge 27 dicembre 2019, n. 160, con l’obiettivo di incentivare il recupero e il decoro urbano degli edifici esistenti. L’agevolazione consisteva in una detrazione del 90% sulle spese sostenute per lavori effettuati sulle facciate esterne di immobili situati nelle zone territoriali omogenee A e B, (definite dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444), o a zone a queste assimilabili secondo le normative urbanistiche locali.
Rientravano tra gli interventi agevolabili:
- la sola pulitura o tinteggiatura esterna;
- gli interventi che incidevano dal punto di vista termico o che interessavano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda dell’edificio;
- i lavori su balconi, fregi e ornamenti, anche se consistenti solo in pulitura o tinteggiatura.
La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato l’incentivo fino al 31 dicembre 2022, riducendo però la percentuale di detrazione dal 90% al 60%. Va evidenziato che per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023 in poi, l’agevolazione non risulta più applicabile.
Barriere architettoniche
Il Decreto Legge n. 34/2020 ha introdotto una detrazione pari al 75% per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche. Inizialmente prevista solo per l’anno 2022, la misura è stata successivamente prorogata fino al 31 dicembre 2025.
Tuttavia, il Decreto Legge n. 212/2023 ha ristretto l’ambito oggettivo dell’agevolazione per i lavori avviati a partire dal 30 dicembre 2023, attraverso:
- una più rigorosa definizione degli interventi ammessi al beneficio;
- l’introduzione di obblighi specifici per accedere alla detrazione.
Le regole precedenti continuano ad applicarsi alle spese relative a interventi già avviati entro il 29 dicembre 2023.
Inoltre è stata prevista la ripartizione della detrazione in 10 rate annuali di pari importo per gli interventi che rientrano nella misura del 75%.
Va infine evidenziato che la Legge di Bilancio 2025 non ha introdotto modifiche alla disciplina vigente relativa a questa agevolazione.
Cessione del credito e sconto in fattura
Il Decreto Rilancio (34/2020) prevede che, a partire dal 1° gennaio 2020, in relazione a determinati interventi agevolabili con il Superbonus e con i bonus minori, il titolare della detrazione edilizia possa scegliere, alternativamente alla fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, per:
- uno sconto immediato sul corrispettivo dovuto, fino a concorrenza dell’importo stesso, applicato dal fornitore (impresa o professionista), che recupera l’importo sotto forma di credito d’imposta pari alla detrazione spettante, con possibilità di successiva cessione a soggetti qualificati;
- la cessione diretta del credito d’imposta di pari importo a terzi, con facoltà di ulteriore cessione.
Queste opzioni sono state ammesse per le spese sostenute dal 2020 al 2024 relative alla maggior parte degli interventi edilizi agevolabili. A partire dal 2025, tuttavia, tali strumenti non risultano più generalmente accessibili.
Fa eccezione il Superbonus: per le spese sostenute nel 2025 che rientrano nell’ambito dell’articolo 119 del D.L. n. 34/2020, l’esercizio dell’opzione resta possibile, al ricorrere di determinate condizioni, secondo quanto previsto dal comma 7-bis, art. 121, D.L. n. 34/2020.
